A tavola con… il mondo: “la convivialità delle differenze”

Data evento: 25/08/2026

Eventi Service
A tavola con… il mondo: “la convivialità delle differenze”

Ci sono serate che finiscono quando si spengono le luci, si riordinano i tavoli e si torna a casa, e poi ce ne sono altre che continuano a vivere dentro di noi, perché hanno lasciato qualcosa nel cuore.

È stata una di queste “A tavola con… il mondo”, un’iniziativa promossa dal Rotary Club Bisceglie a favore della Caritas Cittadina, nata per raccogliere fondi destinati all’acquisto di una nuova cucina per la sede della Caritas, ma diventata, nel corso della serata, molto più di una semplice iniziativa di solidarietà: è diventata un incontro di anime, di storie, di culture e di umanità.

Ad accogliere i tanti partecipanti è stata la presidente del Rotary Club Bisceglie, Antonella Lafranceschina, che ha voluto ringraziare tutti per l’affetto con cui hanno risposto all’invito. E già guardando gli spazi della Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, colmi di persone, si comprendeva che quella sera qualcosa di speciale stava accadendo: tante persone diverse, riunite attorno allo stesso desiderio di condividere e di fare del bene.

Gli amici della Caritas e della Comunità Oasi 2 hanno portato la loro testimonianza, con semplicità e autenticità, e le loro parole hanno attraversato gli spazi della chiesa e sono arrivate dritte al cuore.

Hanno poi condiviso modi di dire delle proprie terre, spiegandone il significato e raccontando la saggezza che custodiscono.

E così, quasi come per magia, ci siamo accorti che dietro parole diverse spesso abitano sentimenti simili, che la distanza geografica non riesce a cancellare ciò che rende gli uomini profondamente uguali.

Ascoltandoli, molti hanno forse smesso, per un momento, di pensare all’“immigrato” come a una parola e hanno incontrato invece una persona, un volto, una famiglia, una storia.

Sono stati momenti di grande emozione, di quelli nei quali cala il silenzio e l’ascolto diventano più importanti di qualsiasi applauso. Perché certe storie non hanno bisogno di traduzioni: trovano da sole la strada per arrivare al cuore.

Poi, quasi naturalmente, il racconto del mondo è passato attraverso i sapori. Sulla tavola sono comparsi i piatti delle diverse nazionalità, ciascuno con i propri profumi, colori e tradizioni.

Il cibo, ancora una volta, ha fatto ciò che sa fare meglio: avvicinare.

Perché condividere un piatto significa condividere qualcosa di noi, della nostra famiglia, della nostra terra, della nostra memoria. Ogni pietanza raccontava un pezzo di mondo, permettendo a tutti di viaggiare senza partire, di conoscere luoghi lontani attraverso il gusto e la semplicità di una tavola apparecchiata.

E infine è arrivata la musica, a chiudere la serata con allegria e leggerezza. Musiche e ritmi provenienti da diverse parti del globo hanno trasformato la convivialità in festa, dimostrando ancora una volta che esiste un linguaggio che non ha bisogno di traduzioni: quello della musica.

E così parole, sapori e melodie hanno composto un unico grande racconto: quello dell’incontro. Un incontro tra mondi diversi, diventati per una sera incredibilmente vicini.

Forse è proprio questo il significato più bello di “A tavola con… il mondo”: comprendere che le differenze non sono muri da innalzare, ma finestre dalle quali guardare il mondo con occhi nuovi. Che dietro ogni nazionalità c’è una storia e dietro ogni storia c’è una persona che chiede soltanto di essere ascoltata, accolta e riconosciuta.

In una serata così intensa non possono mancare i ringraziamenti a chi ha reso possibile questo incontro. Un grazie sincero a don Franco Lorusso e don Michele Fabiano, per l’accoglienza, la disponibilità e la generosità con cui hanno aperto le porte della Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, facendola diventare per una sera una vera casa dell’incontro e della fraternità.

Un grazie particolare a Sergio Ruggieri, che ha creduto in questa iniziativa sin dal primo momento, sposandone con entusiasmo lo spirito e accompagnandola con convinzione nel suo percorso.

E un grazie di cuore a tutti i soci del Rotary Club Bisceglie, che hanno fatto sentire concretamente la propria presenza e vicinanza, dimostrando ancora una volta che il Rotary è fatto di persone capaci di trasformare i valori del servizio in gesti concreti, soprattutto quando c’è bisogno di costruire ponti e non muri.

Il Rotary Club Bisceglie ha voluto trasformare una raccolta fondi in un’occasione di fraternità e la Caritas Cittadina, con la sua quotidiana opera di accoglienza, è diventata il luogo simbolico nel quale queste storie hanno potuto incontrarsi.

La nuova cucina, che sarà acquistata grazie alla generosità dei soci del Rotary Club Bisceglie e degli amici partecipanti, sarà certamente un aiuto concreto. Ma in questa serata è stato donato anche qualcosa di più prezioso: il tempo, l’ascolto, l’amicizia, la vicinanza e la possibilità di sentirsi parte di una stessa comunità.

E quando, alla fine, la musica ha lasciato spazio al silenzio e le persone hanno cominciato a salutarsi e ad abbracciarsi, forse ognuno ha portato con sé un piccolo frammento di quel mondo incontrato a tavola.

Perché ci sono incontri che non cambiano il mondo intero, ma possono cambiare il modo in cui guardiamo il mondo.

Forse, alla fine, è proprio questo il senso più autentico della convivialità: scoprire che possiamo essere diversi per nascita, lingua, cultura e tradizioni, ma immensamente vicini quando scegliamo di sederci gli uni accanto agli altri.

Francesco Dente